Karl Marx scrittore satirico e poeta
Poco si sa del suo passato artistico, approfondimento sulla figura del filosofo che darebbe una lettura differente del "Capitale", il suo più famoso testo ampiamente rimaneggiato da Engels o, se volete, consigliato dal suo professore e finanziatore.
Karl Heinrich Marx visse al contrario di quello che doveva essere la vita di uno che seguiva una dottrina che doveva abolire la fame e lo sfruttamento fino a ridursi povero e indebitato a Londra. Il centro del male. la capitale dello stato che aveva compiuto la rivoluzione industriale e che doveva confermare le sue profezie filosofiche.
Si, Marx si aspettava che da un momento all'altro ci fosse stata l'insurrezione operaia contro lo sfruttamento alla quale veniva sottoposta. Lui voleva essere il primo testimone e importante interprete di tale cambiamento che non ci fu mai. La rivoluzione da lui tanto agognata avvenne in uno stato monarchico e tradizionalista di economia agricola esplosa all'interno del corpo militare, la marina sovietica. Saranno loro, quelli della corazzata Potemkin, l'anima rivoluzionaria, quelli che dopo la presa del potere furono sterminati nel porto di Kronstadt da parte di Tuchacevskij su ordini di Lev Trockij.
Preso da Popinga Scienza e lettereratura: Terribilis est locus iste.
Mentre studiava all'Università di Berlino, nel 1836, Marx si innamorò della sorella di un compagno di scuola della sua città natale, Treviri, Jenny von Westphalen. Qui riproduco un estratto da uno dei tre sonetti che le inviò in una lettera, tra molte altre opere in versi che le scrisse.
"Per me, nessuna Fama terrestre
Che viaggia lontano attraverso terre e nazioni
Per tenerli tremanti in schiavitù
Con il suo riverbero remoto
Vale i tuoi occhi, quando splendono pieni,
Il tuo cuore, quando è caldo di esultanza,
O due lacrime profonde che cadono,
Strappate ai tuoi occhi dalle emozioni della canzone”.
Marx scriveva anche di argomenti umoristici. In una poesia intitolata Su una certa testa calva, egli letteralmente gioca con le sue conoscenze classiche per prendere in giro qualcuno che potrebbe aver avuto un certo significato nella sua vita per giustificare tale opera.
"Come un fulmine nato dal fulgore
Brilla dai regni delle nuvole lontano,
Pallade Atena vittoriosa
Uscì dalla testa piena di pensieri di Zeus.
Ciò nonostante, nella giocosità sconfinata,
Sopra la sua testa essa è anche limitata,
E ciò che in profondità egli non poté mai sondare
Brilla visibilmente sul suo cranio".
L’azione di Oulanem si svolge invece in una città alpina dell’Italia, con sette personaggi, tra i quali il viaggiatore tedesco Oulanem e, guarda i casi della letteratura, il cittadino Pertini. Tutti i personaggi sono corrotti e consci della loro corruzione, in uno scenario privo di speranza.
"... il mondo plumbeo rapido ci trattiene,
E siamo incatenati, frantumati, vuoti, spaventati,
Eternamente incatenati a questo blocco di marmo dell'Essere ...
e noi -
Siamo le scimmie di un Dio freddo."
I critici dell’estrema destra religiosa hanno naturalmente parlato di affiliazione giudaico-massonico-satanista del futuro filosofo di Treviri, che sembra rifiutare ogni pensiero di salvezza. Sarà, ma poco più di cent’anni dopo l’opera “satanista” del giovane Marx, sarà un montanaro di nome Pertini a dare l’ordine di fare giustizia del criminale dittatore Mussolini. Nemesi storico-letteraria? Profezia? Caso fortuito?
La poesia del giovane Marx non era limitata a idee di amore, desiderio o gelosia. Incominciavano anche ad apparire temi di critica esistenziale e sociale, espressi nella forma romantica tipica dell’età e dei tempi, con toni talvolta apocalittici. In Sentimenti troviamo ad esempio:
"Comprenderei il cielo
Vorrei disegnare il mondo per me;
Vivere, odiare, intendo
Che la mia stella brilli luminosa"
(…)
"I mondi distruggerei per sempre,
non posso creare nessun mondo;
Poiché al mio appello mai fanno caso".
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